PADOVA, VENEZIA, PORTO LEVANTE IN BICI (II PARTE)

Abito a 30 km da Chioggia da tutta la vita, da sempre questa per me è la meta marittima facile e, lo ammetto, piuttosto snobbata. Oggi, però, ci arrivo da un lato che non mi è abituale, quello da dove è stata fondata: dall’attracco in piazza.

La città è festante, si sta già preparando per la sera, mentre noi andiamo veloci verso una doccia pensando a dove potremmo fermarci a mangiare tra qualche ora.

Alloggiamo in una pensioncina dal clima familiare, ma con un buon ricovero per le bici, pulita e ordinata (e con una fantastica prima colazione anticipo! ). La sera è piacevole qui, sia per passeggiare, sia per le vongole, ma non voglio soffermarmi troppo: a letto presto ché domani mattina si va a Porto Levante a prendere il sole.

Partiamo dall’albergo alle 9:00, pedaliamo sul lungomare che la ressa deve ancora venire (e meno male perché la ciclabile qui c’è, ma non è di facile interpretazione).

Oggi dobbiamo fare solo una trentina di chilometri e quindi ce la prendiamo comoda e ci guardiamo intorno passando dalle spiaggia agli orti della Chioggia del radicchio. Un passaggio rapisola verdeido per la strada statale Romea e siamo ad Isola Verde, altra località sottovalutata da chi, come me, la ritiene da sempre un posto scontato e invece i campi, che vanno da fiume a fiume (il Brenta da una parte e l’Adige più a sud), profumano di mare ed hanno un fascino tutto loro. Sono molto imbarazzata quando una coppia di sessantenni canadesi, in bici come noi, ci fermano per chiedere indicazioni e scopro di saperne quanto loro. Andranno in bici fino a Ravenna, un po’ perplessi perché si aspettavano una ciclovia che in realtà non c’è e che molto spesso si trova a dover scazzottare con la Romea.. Ma sono nel paese più bello del mondo.. E non posso certamente dar loro torto!

È bellissimo pedalare sulle rive dell’Adige anche se per poco visto che la nostra destinazione è ancora un pò più a Sud. Domani riprenderemo questa riva per tornare a casa.

Dalla settilagunamana prossima si potrà attraversare in barca da Porto Caleri ad Albarella e poi a Porto Levante (chiedete a Leo, lui vi dirà bene come fare), ma per ora mi tocca la statale: testa bassa e pedalare per una decina di chilometri, poi si imbocca la strada che va verso il mare e che già indica Porto Levante.

Da qui è la meraviglia che avete già letto in “Punti di Vista“, vissuta con il passo lento della bicicletta.

Ed ecco Leo.
Ho iniziato l’altro post immaginando di viaggiare con l’entusiasmo di chi ha 8 anni: non ci fossi ancora riuscita, basterebbe stare con lui qualche mezz’ora per acquisirlo. Conosco cavanaquest’uomo, a cui solo con la carta d’identità in mano e riesci a dare un’età, dal 2009 eppure sempre quando lo vedo non posso far altro che invitare il suo modo bambino di provare a far provare meraviglia.
 
Ci porta al Borghetto, appartamentini deliziosi in residence con piscina legati alla Locanda del Nibbio, poi Marisa, il braccio destro di Leo, ci fa ricoverare le bici con le loro (che vi noleggia se non volete fare la mia stessa scarpinata) e in un attimo di traghetto siamo al Ghebo (altre vongole) e poi in una spiaggia semideserta.spiaggia

Qui ci aggreghiamo ad altri ospiti della Locanda e poi, con loro, andiamo a passare una splendida serata bordo piscina alla Darsena, mangiando deliziosamente.

la giornata è finita: è tempo di andarsene sorridenti a letto…domani si rientra a casa!

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