CAPITANI CORAGGIOSI

“Pronto ciao sono Marina, ho la mia barca ormeggiata qua a Porto Levante. Ho visto dal tuo sito web che hai degli appartamenti nei dintorni, ne hai uno libero per i miei genitori che vengono a trovarmi?”

“certo che si, fra dieci minuti vengo a portarti le chiavi”

Ogni tanto succede che chi ha una barca in darsena si rivolge a me per ospitare amici o parenti.

Raggiungo l’imbarcazione ormeggiata in marina, e trovo ad accogliermi una ragazza con il suo compagno e i loro due figli.

“Ciao Leo, sali in barca che ti offro un caffè”

Era una giornata veramente fredda e ventosa, di quelle che stai bene davanti al caminetto con la copertina; ci voleva proprio una bella tazza calda per scaldare la pancia.

Tazza che ha scaldato anche il cuore, dato che dall’improvvisato convivio ne è venuto fuori un racconto che ancora adesso mi lascia a bocca aperta.

“Sai Leo, io e Fabio avevamo un lavoro che ci dava i soldi per vivere una vita dignitosa, avevamo la nostra casa, le nostre comodità, ci facevamo la nostra vacanza estiva. Si, tutto bello, ma questo sistema di vita ci portava a vivere come nella ruota dei criceti dentro una gabbia, ci sentivamo prigionieri delle cose materiali, L’idea di casa che per molti è il coronamento del loro sogno di avere un proprio focolare domestico. Per noi invece era la paura di entrare in un perpetuo meccanismo che in sequenza si sarebbe tradotto in sveglia-colazione-doccia-lavoro-pranzo-lavoro-cena-televisione-letto.

Per la mia famiglia rimanevano solo gli spiccioli del weekend, ma c’era troppo poco tempo per fare tutto ciò che non si era riusciti a combinare durante la settimana. La nostra era sì una famiglia, ma solo sulla carta, di fatto eravamo quattro anime che occupavano lo stesso tetto, con interazione fra di noi ridotta al lumicino.

E tutto questo per cosa? per ritrovarci una casa e una vita piena di cianfrusaglie e bisogni inutili, due soldi nel cassetto, e zero tempo per me Fabio e i nostri figli?”

“Eravamo di fronte ad un bivio: rimanere nel nostro brodo vita natural durante, oppure rompere totalmente gli schemi, e riappropriarci della nostra vita.

Ma bisognava avere un piano per disancorarci da un sistema colabrodo che fa acqua da tutte le parti.

Quale idea migliore se non usare la stessa acqua per farci navigare i nostri sogni?!

Ed ecco il piano: via la casa, via il posto fisso, via agli abbonamenti alla televisione, via tutto! Con quei soldi ci siamo comprati una barca, l’abbiamo ristrutturata, messa in acqua, ed ora ci apprestiamo a salpare da Porto Levante per un viaggio itinerante in giro per il Mediterraneo. Durerà mesi, anni, boh, intanto partiamo!”

La domanda sorge spontanea: ma come farete a sbarcare il lunario?

“Abbiamo un po’ di risparmi, ma vivremo di sponsor, faremo charter, e mangeremo anche con quello che ci dà il mare. Ma avremo un sacco di tempo per pensarci”

capitani_coraggiosi-img2Si ok ma i marmocchi dovranno pur studiare, no?

“Certo, i nostri figli riceveranno un educazione parentale, in pratica noi gli faremo da maestri, e a fine anno dovranno sostenere un esame di stato, ovunque essi siano.”

“Ma poi pensa quale grande occasione daremo a loro, potranno visitare e toccare con mano luoghi come Cartagine, Atene, Alessandria d’Egitto, un privilegio che pochi dei loro coetanei hanno, dato che chi frequenta una scuola “normale” non avrà mai queste opportunità se non vedere gli stessi luoghi in fotografia sui libri di storia o geografia. E poi pensa all’ apertura mentale che avranno quando si interfacceranno con ragazzini di culture differenti dalle loro….”

Certo che avete un coraggio incredibile!

“Si, ce ne vuole una bella dose, ma solo per fare il primo passo, quasi come quanto quello necessario per tuffarti da un trampolino, sotto vedi il vuoto e hai le gambe che tremano, ma tre-due-uno, e via, si vola, e quando riemergi dal tuffo hai un eccitazione tale che vuoi farlo di nuovo”

Messo i piedi a terra mi venne in mente una frase attribuita a Cristoforo Colombo che recita così :“L’uomo non può scoprire nuovi oceani se non ha il coraggio di perdere di vista la riva”

Penso che ognuno di noi nasce con una riva e un orizzonte.

E un trampolino.

Buon viaggio capitani coraggiosi

2 commenti
  1. Paolo
    Paolo dice:

    L’uomo è fatto per viaggiare, in qualunque modo, su gambe, su ruote, su vele, restare fermi uccide la nostra natura…e allora guardiamo immagini e ci lasciamo raccontare storie seduti davanti a qualche video, fermi, ancorati sulla riva di un mare che non solcheremo mai…..mai?

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